Un universo parallelo in Medio Oriente.

Un recente evento auto-celebrativo al CERN [1] mi ha ricordato un argomento on-topic di cui parlare: il progetto SESAME (sito ufficiale, wikipedia).
Si tratta di un nuovo laboratorio di fisica applicata basato su un sincrotrone usato come sorgente di fotoni di alta energia per studi di materiali, biologia, cristallografia, archeologia. Dal punto di vista delle applicazioni tecnologiche e delle ricadute su altre scienze e’ una cosa grossa, e chi ci investe soldi lo fa perche’ si aspetta ricadute immediate, sviluppo e progresso. Dal punto di vista di uno del mio campo tutto questo e’ molto rozzo, basti considerare che l’idea iniziale per SESAME era di riciclare, tale e quale, un vecchio acceleratore tedesco che gia’ non era di punta negli anni ’80 quando fu costruito, e nel 1999 era talmente obsoleto che la Germania lo dono’ gratis. (Ora pero’ a SESAME hanno deciso di costruirne uno nuovo piu’ di punta.)
Esistono vari altri laboratori di questo tipo altrove (anche in Italia). Pero’ SESAME e’ speciale perche’ 1) e’ in Medio Oriente (precisamente in Giordania), 2) e’ un progetto congiunto che mette insieme Israele, Autorita’ Palestinese, Giordania, Iran, Egitto, Pakistan, e altri. Da cui appunto il titolo “Un universo parallelo nel Medio Oriente?” per la presentazione da parte del direttore del laboratorio, l’israeliano Rabinovici, che potete vedere in questo video. Incidentalmente, Rabinovici e’ un teorico delle stringhe, notoriamente il sotto-campo della fisica piu’ disconnesso dalla realta’, il che puo’ sembrare inusuale per il ruolo di direttore di un laboratorio di scienza applicata, e fa intuire che la priorita’ per il profilo di direttore fosse piu’ di trovare una persona di alto profilo scientifico e capace di parlare con la sfera politica, che qualcuno scientificamente attivo nel campo del laboratorio stesso.
Il video e’ lungo ma racconta tanti aneddoti interessanti (ogni tanto pero’ bisogna fare fast-forward quando non riescono a proiettare roba), come il suo vicino di casa allarmato che sapendo che stava cominciando a lavorare con scienziati arabi gli mise nella cassetta delle lettere un articolo di giornale che elencava esempi di anti-semitismo [2] nella stampa egiziana. O le dispute quando fu proposto di dare il ruolo di direttore amministrativo a un palestinese – sorprendentemente Israele era sul lato dei favorevoli. Non esita a svelare le sue opinioni personali, per esempio dichiara non ambiguamente di avere una buona opinione del Processo di Oslo, opinione probabilmente minoritaria adesso tra gli israeliani. (E’ minoritaria anche tra i palestinesi.)

Quando mia moglie stava ancora considerando se fare domanda per il posto a Ramallah o no, una delle prime cose che mi venne in mente era proprio il progetto SESAME, di cui avevo letto qualche volta, e di verificare era se ci fosse qualche potenziale per me di sfruttare la cosa per diversificare i miei interessi di ricerca. Un rapido uso di google mi mostro’ che comunque le competenze che cercavano erano troppo tecniche per essere di mio gusto (ed essere io di loro interesse) e quindi lasciai stare, e contattai i colleghi del Weizmann invece. Col senno di poi, sarebbe comunque stato un delirio visto che il laboratorio di SESAME si trova semplicemente troppo lontano da Gerusalemme per poter fare avanti-indietro quotidianamente, per giunta attraversando la frontiera non dove e’ semplice (come quando andammo in vacanza in Giordania) ma dove il passaggio della frontiera e’ in Territorio Occupato e di conseguenza tutto e’ piu’ rognoso (e, in casi estremi ma non rarissimi, rognoso cosi’.) [3]

Di SESAME si e’ anche parlato quando un paio di suoi membri iraniani sono stati assassinati (link, link), si suppone dal Mossad. Non e’ del tutto soprendente, se si considera che le competenze necessarie per costruire SESAME sono in parte le stesse necessarie per costruire una bomba nucleare, e c’e’ una certa mortalita’ tra gli esperti nucleari iraniani in generale (link, link, link, link, link). [4]

La hall sperimentale di SESAME, foto da www.sesame.org.jo

[1] Altro materiale interessante nella stessa agenda:

  • altro talk di un altro israeliano che menziona esempi di collaborazione con palestinesi, pakistani ecc. nel mio specifico campo
  • altre slide con l’estremamente interessante racconto dei rapporti tra scienziati nucleari e particellari attraverso la Cortina di Ferro durante la Guerra Fredda, con aneddoti su come si facesse la scienza ai tempi di Beria.

[2] Usare la parola anti-semitismo quando l’autore e’ arabo e’ ovviamente un errore da matita rossa, perche’ gli arabi sono un popolo semitico, ma mi concedero’ questo errore perche’ 1) lo fanno tutti, 2) l’ultima volta che mi sono lanciato in questa precisazione nei commenti a un blog israeliano, e’ finita con una decina di commenti indignati e alcune sottili accuse di avere una hidden agenda.

[Update: e’ finita cosi’ di nuovo :(
Ma siccome l’equivoco e’ avvenuto stavolta con un commentatore abituale tutt’altro che stupido, sono aperto alla possibilita’ di essere io a formulare la cosa in maniera equivocabile.]

[3] Tra l’altro, furono anche loro (come noi) sorpresi dalla neve: link

[4] A proposito, il Mossad recluta, e io ritengo di avere il CV che cercano.

11 pensieri su “Un universo parallelo in Medio Oriente.

  1. Finrod

    mah, se hai una hidden agenda io non lo so… mi verrebbe da dire di no, ma se è “hidden” ovvio che non la vedo ;-)
    Questo perché l’errore “da matita rossa” non è “usare la parola anti-semitismo quando l’autore e’ arabo” ma semmai proprio quello che scrivi nella nota 2, anzi è imho qualcosa di molto peggio.
    Perché la nota è sbagliata da praticamente tutti i punti di vista:
    – per cominciare l’antisemitismo, dalla sua nascita ad almeno la fine della seconda guerra mondiale, è visto da tutti, sostenitori come critici, come un’ideologia contro gli ebrei, e basta, non certo contro gli arabi. Chiaro che tutti gli antisemiti erano anche genericamente dei razzisti, ma agli ebrei riservavano un interesse “speciale”
    – non solo storicamente, ma anche oggi, “antisemitismo” lo usiamo _solo_ per indicare i pregiudizi contro gli ebrei, infatti per indicare critiche non troppo legittime (o, a volte, anche quelle legittime) verso il mondo arabo-islamico si è coniato il termine “islamofobia”. Chissà perché non ci si è limitati ad utilizzare “antisemitismo”, visto che nel 95% in Italia o in Europa l’islamico che si sta “criticando” è anche un arabo
    – se anche i due punti precedenti fossero falsi, nemmeno gli ebrei sono immuni dall’antisemismo, sia storicamente che anche oggi, di ebrei che hanno sostenuto idee antisemite ahimè ne sono esistiti e ne esistono, o detta in altra maniera: la mamma dei cretini è sempre incinta anche tra gli ebrei
    – un sotto punto del precedente è che, come mostra chiaramente il sondaggio con cui ho esordito i miei commenti qui, pregiudizi apertamente razzisti e antisemiti sono ampiamente diffusi tra gli arabi, anzi peggio: gli arabi oggi sono probabilmente la nazione più antisemita che esista al mondo, e non è nemmeno un caso di stupidità “sensu Cipolla” perché l’antisemismo è contro gli ebrei, e loro non lo sono

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    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Ciao, le tue obiezioni mi sembra che ricadano tutte nell’argomento dell’uso: sia gli autoproclamati antisemiti che gli anti-antisemiti usano/usavano questo termine in riferimento all’odio verso gli ebrei. E’ insomma la stessa obiezione che dire “cerca il termine sul dizionario e vedrai che hanno ragione loro”. Il mio punto e’ che il dizionario sbaglia ;)
      Per fare un’analogia, io chiamo “errore da matita rossa” anche l’uso di “pederasta” come sinonimo di “omosessuale”. La maggior parte dei dizionari, infatti, registrano questo uso, che etimologicamente e’ pero’ scorretto.
      (Potrei fare una digressione lunga su questo ma mi limito a citare David Foster Wallace con i suoi argomenti a favore del “prescrizionismo” contro il “descrizionismo”.)
      Nel caso di “antisemitismo” il mio argomento non e’ solo quello di prendere l’etimologia alla lettera, ma ne faccio proprio una questione storica. Mi aggancio proprio al primo punto della tua lista: il cosiddetto “razzismo scientifico” si e’ sviluppato tra gente di una certa cultura che non si accontentava di odiare gli ebrei solo perche’ ebrei ma voleva anche spiegarne l’inferiorita’ scientificamente. Chiaramente, un tedesco ariano che disprezzava e/o odiava un tedesco ebreo era probabilmente anche un razzista in senso piu’ largo, e probabilmente non considerava gli arabi come suoi pari. Ma gli ebrei erano gia’ da molti secoli una comunita’ all’interno della societa’ ariana/cristiana, mentre gli arabi erano lontani. Insomma, arguisco che il motivo per cui si e’ formata una xenofobia molto specifica verso gli ebrei e’ la stessa per cui adesso esiste anche una xenofobia molto specifica verso gli arabi: perche’ adesso sono tra noi!
      E cosi’ come adesso c’e’ la tendenza a “razionalizzare” la xenofobia anti-araba assimilandola a una critica contro la loro religione maggioritaria (cosa che secondo me e’ una copertura inconscia, almeno nella maggior parte dei casi: non mi sembra che i rari arabi cristiani o drusi ecc. abbiano uno status superiore agli arabi musulmani, e vedo che i curdi musulmani o i bosniaci musulmani godono di simpatia maggiore rispetto agli arabi, nella media), gli anti-ebrei colti d’antan sentivano probabilmente molto forte l’esigenza della razionalizzazione. Nei tempi piu’ antichi probabilmente bastava l’argomento religioso, come adesso. Ma quando le persone colte e versate nella scienza hanno cominciato a distaccarsi dal cristianesimo, a cosa potevano agganciarsi? Ed ecco quindi l’argomento razziale: siete inferiori come i vostri cugini arabi (che pero’ hanno il buon gusto di starsene in paesi arabi) e/o culturale: siete un popolo “immigrato” dal Medio Oriente, siete quindi gente che ragiona in maniera “levantina” e non con la cristallina logica di noi ariani. (E’ stato divertente leggere tempo fa una raccolta di affermazioni ottocentesche e del primo ‘900 di stimatissimi scienziati ariani contro la teoria dell’infinito, le geometrie non-euclidee, la relativita’, che usavano argomenti di quest’ultimo tipo contro gli autori ebrei di queste teorie. Il libro si chiama “No” ma non ricordo l’autore.)
      Riguardo all’anti-semitismo moderno (post-nazista, diciamo cosi’), senza dubbio ha dinamiche molto diverse, e forse molto piu’ complicate. Pero’ secondo me c’e’ anche un’interessante novita’ derivante dall’immigrazione araba degli ultimi decenni, ed e’ il fenomeno dei “pro-sionisti per i motivi sbagliati”, ovvero gente che fa il tifo per gli ebrei solo per la percezione erronea che sia la naturale conseguenza dell’essere anti-arabi. Ho trovato estremamente interessante questo post del noto rabbino che mi ha recentemente preso di mira (perche’ purtroppo molte volte non capisce un cazzo, pur avendo altrimenti ottime qualita’) e che vedo che leggi pure tu:
      http://allegroefurioso.wordpress.com/2014/08/25/1181/
      Mi piace questo passaggio perche’ da’ ragione a una cosa che penso da tempo, cioe’ che una buona fetta dei non-ebrei pro-sionisti siano tali per motivi un po’ diversi da quelli che spererebbero gli ebrei sionisti:

      Avete voglia di difendere Israele. Bene. Lo volete difendere perche’ l’integralismo islamico vi fa paura. Capisco. Fa paura anche a me, anche se ho il vago sospetto che in Italia non sapete manco cosa sia l’integralismo islamico. Da voi infatti i predicatori antisemiti vengono espulsi dalla polizia.

      Ma ficcatevi in testa che in Israele le donne musulmane sono libere di portare il velo, che la carne halal si trova in commercio tanto quanto quella kasher. E questo anche nello Shomron, dove ci sono i coloni che piacciono a voi, quelli che vi immaginate simili ai cow boy che sparano sui banditi.

      Mi va benissimo che difendiate Israele. Ne ha pochi di difensori convinti e sinceri come voi. Israele merita di essere difeso perche’ e’ l’unico posto, in Medio Oriente, in cui si puo’ essere ebrei, atei, cristiani E MUSULMANI in maniera ragionevole. Vediamo di non perdere la ragione, che e’ una sicurezza per tutti.

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      1. Finrod

        una risposta breve è: no, ti sbagli.
        Ti sbagli perché una cosa come la “limpieza de sangre” non l’hanno inventata degli atei/poco religiosi a fine ‘800 ma nella Spagna medievale. O per la biografia di Johann von Leers che dopo essere stato un nazista di rango è diventato il capo propaganda di Nasser ed è morto come Omar Amin, non aveva tutti questi problemi con gli arabi… e non è stato l’unico a “riciclarsi” così.
        Infine ti sbagli perché chi “molte volte non capisce un cazzo” non è il “noto rabbino”, ma sono io, visto che non avevo idea di cosa intendessi con “R.A.Z.” anche se col senno di poi era fin troppo ovvio

        Rispondi
        1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

          Sul primo punto: aspetta, o mi sfugge qualcosa oppure ci siamo incompresi (il che puo’ benissimo essere colpa mia).
          Perche’ addirittura sospetto che siamo d’accordo e stiamo entrambi dando troppo per scontato che l’altro non sia d’accordo.
          Lo dico perche’ mi menzioni la “limpieza de sangre”, alla quale non avevo pensato e se ci avessi pensato la avrei usata come esempio! Il mio punto e’, infatti, che anche per i cristiani del Medio Evo l’odio degli ebrei non era questione di religione ma proprio questione di sangue. E che facevano una gran storia degli argomenti para-religiosi (compreso anche “hanno ammazzato Gesu’ Cristo”) come razionalizzazione della xenofobia. Insomma, ebrei odiati non in quanto seguaci della religione ebraica ma in quanto membri del popolo ebraico.

          Inoltre, mi porti proprio un esempio, la Spagna medievale (al quale, di nuovo, non avevo pensato) di un caso in cui la persecuzione fu simultaneamente contro i mori e gli ebrei, che facevano entrambi parte della popolazione locale.

          Invece mi colpisce di piu’ l’esempio, che non conoscevo, di un nazista che si e’ “assimilato” fino al punto di assumere un nome arabo.
          Di esempi di nazisti filo-arabi e filo-musulmani ce ne sono stati anche altri (anche se non conoscevo questo caso di conversione all’Islam), potresti anche citare il Gran Mufti’ che veniva ricevuto con grandi onori a Berlino, ma ho sempre pensato (ancora penso) che sia un caso particolare del fenomeno universale “il nemico del mio nemico e’ mio amico”. Il nazismo era razzista in generale, ovviamente, e se non erro gli ebrei non erano al fondo della scala delle razze; anzi, erano appena sotto i popoli ariani! Ma gli ebrei erano il Nemico, per loro, mentre ad esempio non mi pare spendessero tempo a odiare le altre razze inferiori, anzi c’e’ il famoso poster propagandistico anti-americano in cui si empatizza con i poveri negri americani perseguitati dal KKK! [1]
          Ma il punto che volevo fare e’: gli ebrei sono odiati in quanto ebrei o in quanto popolo “diverso” che vive in mezzo a una popolazione altrimenti omogenea?
          Gli zingari sono odiati anche loro con una certa virulenza (e infatti, anche loro sono finiti nei forni), non puo’ essere un’indicazione di un pattern? (Pero’ mentre contro gli ebrei i nazisti e tutti i razzisti usano in continuazione argomenti che sono varianti di “le lobby ebraiche”, non ho mai sentito nessun razzista parlare di potenti lobby zingare.)
          In Italia negli anni ’80 (prima decade della quale abbia memoria) quasi nessuno odiava gli africani, anzi se ne parlava solo per empatizzare, e molta gente era convinta che il razzismo esistesse solo in America, poi sono arrivati gli africani ed e’ apparso anche il concetto di “aiutiamoli si’, ma a casa loro”. Puo’ essere ancora parte dello stesso pattern?

          Mi incuriosisce comunque la percezione che dell’antisemitismo hanno gli ebrei italiani. Visto dall’altro lato, l’antisemitismo, cos’e’ o cosa sembra? E’ una forma di razzismo, una forma di bigottismo religioso, o altro, o una mescolanza?

          [1] http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/f/f8/Liberators-Kultur-Terror-Anti-Americanism-1944-Nazi-Propaganda-Poster.jpg

          Rispondi
          1. Finrod

            sono brevemente a casa e ti rispondo velocemente.
            Secondo me no, non siamo d’accordo solo che non ce ne accorgiamo, perchè il contrasto mi sembra piuttosto alla base: io credo che tu, come tutti quelli che sostengono la per me estremamente bizzarra tesi che gli arabi non possono essere antisemiti, vi cacciate in difficoltà “inutili” (tra virgolette perché se lo scopo è di “sdoganare” l’antisemitismo, allora le difficoltà sono necessarie). E infatti parti con dotte citazioni: Wallace, prescrizionismo, filologia…
            Ma questi epicicli non eliminano il problema di fondo, che si può riassumere in: chi è un arabo? Per me, che non seguo dotte dottrine ma il semplice “If it looks like a duck, swims like a duck, and quacks like a duck, then it probably is a duck”, ossia conta cosa una persona fa, non “chi è”. Quindi se Franz e il suo amico Ahmed pensano entrambi che Hitler fosse un grand’uomo, come hobby disegnano svastiche o tirano molotov alle sinagoghe, e alle manifestazioni reggono striscioni con scritto “Juden Raus” sono entrambi antisemiti, per te solo il primo… o magari no, perché se la madre è araba? Ma anche Ahmed: se è nato in Germania e non spiccica una parola di arabo… si “salva” dall’accusa di antisemitismo? E se per caso i suoi sono berberi, ossia non semiti, ma “arabisé”, come lo classifichi? E se gli arabisé contano come arabi (alla prima generazione? La terza? La settima?) allora anche von Leers è stato antisemita solo finché non ha imparato l’arabo? Non parliamo poi del comume amico di Franz e Ahmed, Kemal: i suoi arrivano da Gaziantep, e se i suoi avi non si fossero ribellati alle forze di occupazione francese al termine della Grande Guerra la sua città sarebbe stata annessa alla Siria, ora sarebbero tutti arabi e potrebbe vomitare i peggiori pregiudizi senza essere antisemita, e invece, che “sfortuna”, è turco!

            Rispondi
            1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

              Calma, allora finalmente ho capito che non hai capito. Tutta la questione e’ nata dalla mia nota, chee’ puramente lessicale, etimologica. Questo in qualche modo ti e’ sfuggito, e stai discutendo di un’altra questione, certamente piu’ importante, ma che non era quello che stavo toccando in quella nota.
              In quanto hai appena scritto, se sostituisci “antisemita” con “antiebraico”, la mia pignoleria non si applica e non vedo perche’ dovrei avere obiezioni. Cosi’ come ci sono “ariani” che odiano gli ebrei in quanto ebrei, ci sono arabi che odiano gli ebrei in quanto ebrei. Probabilmente al giorno d’oggi ce ne sono di piu’ tra gli arabi che tra gli ariani, probabilmente pochi secoli fa era il contrario, questo e’ un tema su cui possiamo parlare a lungo e su cui in effetti ho delle opinioni.
              Non avendo capito cosa ti stava a cuore ho risposto qualcosa che tu hai frainteso. Mi riferivo al fatto che nella propaganda anti-ebraica nazista (ho in mente “Der ewige Jude”, che ho visto) si puo’ vedere come i tratti “mediorientali” fossero enfatizzati.
              Siamo d’accordo si’, perche’ entrambi stiamo dicendo che ai nazisti degli arabi in media non gliene fregava niente, chi odiavano erano gli ebrei.
              Se vuoi discutere dell’antiebraismo arabo (o turco, o di chi ti pare) non mi tiro indietro e ti prometto che al prossimo round ti dico cosa ne penso (poco tempo ora, ma adesso ho pensato di doverti una risposta “al volo” per chiarire l’equivoco) ma intanto fammi sapere se adesso e’ chiaro che non ho un’ “hidden agenda” ;)
              (Hai esordito il thread rassicurandomi che non mi accusavi di quello, ma in quest’ultimo commento di fatto mi accusi di quello.)
              E se ti sembra piu’ semplice usare il termine antisemitismo perche’ lo usano tutti, ok, l’ho infatti usato nel post sopra anche se mi e’ scappata la noticilla pedante.

              Rispondi
              1. Finrod

                “finalmente ho capito che non hai capito” beh, da come l’avevi messa era facile (inevitabile?) non capire. Però allora non capisco il motivo della nota 2, grazie tante che la filologia ci dica certe cose, quello che conta è proprio l’uso che se ne fa, altrimenti quando andiamo dal macellaio e gli chiediamo due fettine di fegato ci dovrebbe rispondere “vada dal fruttivendolo” (o al massimo in rosticceria, dai) e il termine quark sarebbe ammesso solo quando si parla di formaggio…

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