La terra, la guerra, varie questioni private.

Ieri mattina tutti i capiscioni di tutti i giornali locali e mondiali (se qualcuno ha un contro-esempio me lo faccia sapere) spiegavano come nessuna delle parti in causa nel conflitto di Gaza volesse riprendere la guerra, e la giornata e’ poi finita come sappiamo.

Finora dicevo che incredibilmente ero riuscito a essere via durante tutta la durata della guerra (partito per l’Europa appena prima dell’inizio delle ostilita’, rientrato durante il cessate-il-fuoco), ora non lo posso dire piu’. A mezzanotte una forte sirena ci ha svegliato tutti; ancora mezzo addormentato sono andato a rassicurare nostra figlia che piangeva, poi mia moglie mi ha informato che era proprio la sirena anti-missile (di cui aveva avuto esperienza qui), quindi dovevo portarla dalla sua stanza (una delle meno sicure della casa) alla nostra (la piu’ sicura, ma solo nel senso che e’ meno esposta ad eventuali detriti da razzi intercettati) entro il canonico minuto e mezzo [1]. Poi c’e’ stato il botto, in lontananza. Mia moglie: “Ecco, questo e’ il rumore che fanno i razzi intercettati”. Io: “Ah me lo immaginavo diverso”. “Si’, se non lo sai non penseresti che e’ quello. Buona notte”. Poi oggi a pranzo, a Rehovot, lo stesso botto (ma niente sirena): mi hanno spiegato i colleghi che probabilmente era sopra Ashdod o Ashkelon, che tutto sommato non sono cosi’ lontani da la’. (Poi ho controllato, quello di quell’ora era su Ashdod.) Giusto questo sabato, a una festa per bambini, uno dei genitori raccontava di come nel 2007 il sindaco di Ashkelon gli raccontasse di come fino a pochi anni prima il suo comune e quello di Gaza collaborassero molto di piu’ tra di loro di quanto Ashkelon collaborasse adesso con qualunque altro comune israeliano, e si diceva triste che adesso la loro interazione fosse solo attraverso i razzi.

Sempre nella mattina di ieri (quando, appunto, l’aspettativa comune era che i colloqui del Cairo non avrebbero raggiunto convergenza entro mezzanotte ma mancasse tutto sommato poco e che quindi la tregua sarebbe stata estesa) lo Shin Bet aveva reso noto che dall’investigazione sui militanti di Hamas cisgiordani arrestati nell’Operazione Guardiano del Fratello avevano dedotto che il ramo cisgiordano di Hamas stava pianificando lo scoppio della Terza Intifada, ma non tanto per attaccare Israele quanto per fare un colpo di stato nell’Autorita’ Palestinese.
Notizia che tra i suoi dettagli contiene una buona notizia per i miei studenti: inaspettate opportunita’ di lavoro per i laureati in materie scientifiche, anche dall’estero.

An emphasis was put on recruiting people who had studied chemistry or engineering.
(…)
Other key members of the network included (…) Dr. Majdi Mafarja, 32, who was recruited in Malaysia. Mafarja has a doctorate in computer science, specializing in encryption and cyber warfare.

Abbas ovviamente non l’ha presa bene. Chiaramente queste sono fonti israeliane e se uno volesse fare lo scettico potrebbe commentare sul fatto che abbiano deciso di rivelare la cosa proprio adesso, nel mezzo di negoziati in cui il fronte unico palestinese e’ cruciale, e allora perche’ non prima visto che e’ passato almeno un mese dall’ultimo di questi arresti; e pero’ la notizia e’ verosimile [2] visto che, nonostante il grande sfoggio di unita’ ai colloqui del Cairo, simultaneamente c’erano anche notizie come questa:

Fatah says Hamas placed its activists under house arrest during Gaza war: Fatah officials say the rival Hamas movement has placed scores of Fatah activists in Gaza under house arrest during the Gaza war and has shot several in the legs for not staying indoors. One of those attacked, Sami Abu Lasheen, told The Associated Press on Monday that Hamas gunmen shot him in both legs in late July. Abu Lasheen is undergoing treatment at a Jordanian hospital, but says he will need several months to recover. A Hamas official denied that house arrests were imposed as a policy. (Associated Press)

(Vedasi anche il post “Il giuoco delle parti”, scritto in tempi di “pace”.)

In generale ho trovato abbastanza incomprensibili (per me) le negoziazioni del Cairo. Hamas, Fatah e le altre fazioni palestinesi negoziavano come un’unica entita’, vis-à-vis Israele. Ma in realta’ Israele e Fatah avevano un interesse comune, che era quello di consegnare il controllo di Gaza all’Autorita’ Palestinese dominata da Fatah, contro l’interesse di Hamas e delle fazioni ad essa alleate in Gaza.  Cioè in pratica Fatah siede su entrambi i lati del tavolo dei negoziati. Comparativamente piu’ facile capire le motivazioni di Egitto, Qatar, USA e tutti gli altri che hanno messo il becco nella faccenda e che hanno sempre in mente anche la proxy war che stanno combattendo in Siria e Iraq. [Update: questo articolo riassume bene il ruolo del Qatar in tutto quanto.]

Tra l’altro, ogni volta che crolla un cessate-il-fuoco tra Hamas e Israele entrambe le parti danno la colpa all’altro. In genere mi faccio l’idea che sia colpa di Hamas, i cui leader hanno già mostrato da molti anni di avere poca considerazione per le perdite civili negli attacchi di risposta israeliani, ma questa volta noto un’anomalia nella causalita’. L’evento cruciale di ieri sera, infatti, e’ stato il bombardamento in cui sono morti la moglie e il figlio di 3 anni di Mohammed Deif, e forse lo stesso Mohammed Deif, il principale stratega militare di Hamas [3]. Secondo gli israeliani e’ morto, secondo Hamas no, ma viene fatto notare che Hamas puo’ avere molte ragioni per negare la sua morte (necessita’ di non validare le fonti di intelligence israeliane, tenere alto il morale, non svelare un temporaneo vuoto al vertice della catena di comando, ecc.)

Ora, il punto interessante e’ che per Hamas e’ stato quello il momento in cui il cessate-il-fuoco e’ stato violato (da Israele), e i suoi razzi sono stati una risposta (questa versione ignora altri razzi che Hamas ammette che sono stati sparati, ma non da loro bensi’ da un’altra fazione fuori dal loro controllo), mentre per Israele e’ stata Hamas a rompere la tregua con i razzi, a cui hanno risposto con quell’attacco (piu’ altri). Ieri sera mi sembrava piu’ verosimile la versione israeliana, stamattina pero’ ho letto questa frase:

In this context, it is fair to ask why the IDF did not try to hit Deif earlier in the current operation. The answer can probably be found in the phrase “operational opportunity”. Hamas leaders were deep inside their tunnels and hidden bunkers long before the fighting began. Perhaps Mohammed Deif made a mistake and left his hiding place prematurely.

E che coincidenza, che giusto quando Hamas decide di rompere la tregua, e l’IDF decide di colpire per punirli, capita che il pezzo grosso che e’ gia’ sfuggito a vari tentativi in passato commetta la prima distrazione della sua carriera!

Comunque niente paura, forse la tregua duratura e’ vicina. La politica in Medio Oriente e’ piena di sottigliezze.

I soliti pacati lettori di http://www.ynetnews.com

Le anziane signore assetate di morte nelle loro poltrone all’estero: non infrequenti tra i pacati lettori di http://www.ynetnews.com

[1] Nel frattempo confermo che in effetti, come dicevo qualche settimana fa, sembra che ci siano solo due rifugi publici in tutta Gerusalemme Est (entrambi in quartieri-colonia ebraici), contro un gazillione a Ovest. (Il numero di rifugi privati dovrebbe essere molto piu’ equilibrato. Dopo la Prima Guerra del Golfo, nel 1991, quando Saddam Hussein sparo’ dei missili contro Tel Aviv nella speranza di coinvolgere Israele nella guerra e farla diventare la Terza Guerra Mondiale, per legge tutte le nuove costruzioni devono prevedere una camera blindata e pressurizzata in ogni appartamento. Noi invece ci eravamo scelti un vecchio appartamento in un bell’edificio di quelli di una volta, quindi niente camera blindata.)

Qua la lista ufficiale dei rifugi pubblici a Gerusalemme.

Qua invece una mappa creata da utenti di googlemaps due anni fa (quindi nessuna garanzia di completezza, e infatti a Est ne mostra solo uno e non due) che pero’, nei casi in cui ho verificato, sembra coerente con quella lista:

sheltersSe il motivo e’ l’assunzione che tanto nessun arabo bombarderebbe altri fratelli arabi, sovrastimano decisamente l’accuratezza dei razzi di Hamas, che gia’ in queste settimane sono finiti anche nei dintorni di Betlemme ed Hebron. (In entrambi i casi probabilmente l’obiettivo era Gush Etzion. Andate su googlemaps e cercatelo per avere un’idea dell’imprecisione sotto questa ipotesi.)

[2] Anche se sembra esserci qualche scettico:

However, a political analyst for the Israeli newspaper Haaretz mocked the news, writing on Twitter: “[Shin Bet] claimed that Hamas was planning to carry out a coup in the West Bank using six pistols, seven RPGs and 20 M16 guns… Yes, it is true.”

Caveat: la fonte e’ indiretta, non ho ritrovato questo testo su twitter (forse era scritto in ebraico?), e non dice nemmeno chi sia questo analista politico. Sarei grato se qualcuno potesse confermare (e dirmi il nome) o smentire.

[3] Personaggio di cui, per una peculiare coincidenza, si e’ parlato improvvisamente tantissimo sui media israeliani negli ultimissimi giorni, come qui, dove ne davano una descrizione affascinante:

Some Israeli reports say he is missing an eye, limbs and is confined to a wheelchair. His whereabouts are also a mystery; an Israeli minister said last month that Deif had been in hiding in his own tunnels for years.

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