Le conseguenze dell’amore.

Quando una notizia mette di cattivo umore, a volte la pubblicita’ automatica sul sito ti restituisce il sorriso. Era capitato quando avevo appreso da facebook che un cecchino palestinese aveva sparato a un soldato a poca distanza dal nostro quartiere (ne avevo parlato qui) e giusto accanto, scelto evidentemente da un’accurata intelligenza artificiale, un banner mi invitava a provare il gioco “sniper”.

Adesso invece leggo una notizia sulle minacce fisiche ricevute da una coppia mista arabo-ebraica che sta per sposarsi, ad opera dell’organizzazione Lehava che si prefigge di minimizzare il numero di donne ebraiche che si sposano con goym e di conseguenza escono dal Popolo Eletto; ed ecco l’appropriatissima pubblicita’ scelta da un potente algoritmo:

Se vi piace raccapricciarvi, consiglio vivamente di leggere i commenti dei lettori sul fondo dell’articolo, circa meta’ dei quali sono in difesa di Lehava. Dubito che la proporzione sia rappresentativa della societa’ israeliana – d’altra parte si puo’ dire che uno che perde tempo a litigare sui commenti a un giornale online ha un’alta probabilita’ di essere una brutta persona – pero’ da quando so che aspetto hanno gli adesivi di Lehava bilingui arabo-ebraici, che dicono agli arabi “non azzardarti nemmeno a pensare a una ebrea”, li noto dappertutto:

[Update del 24/8/2014: precedentemente qui, per mancanza di mie foto, avevo messo un’immagine presa da un altro sito. Un caro amico ha espresso delle critiche costruttive nei commenti, per cui ho sostituito con foto mie.]

Mi ero gia’ imbattuto in Lehava ai tempi di uno dei primi post di questo blog, in quel caso si trattava di minacce a due ragazze ebree che vivevano in una colonia nella cisgiordania. In effetti, pare che un effetto collaterale inatteso della colonizzazione, che per la destra e’ una cosa da incentivare il piu’ possibile, siano un certo numero di matrimoni misti. I rapporti tra coloni ed autoctoni non si limitano a sassate e fucilate, ma anche rapporti di lavoro (i commerci ebraici assumono spesso manodopera palestinese) e, inevitabilmente, anche quell’altro tipo di rapporti li’. Questo articolo di qualche anno fa racconta di come questi ultimi due aspetti siano drammaticamente legati nella psicologia di Lehava, che cercava di impedire al management di un supermercato nella colonia di Gush Etzion di assumere personale palestinese, o almeno farli lavorare in settori separati.

According to Bentzi, when Lehava contacted owner Rami Levy and told him of the situation, Levy expressed sympathy with the cause and said he was trying to prevent further instances. But Lehava says Levy has not taken any concrete steps toward that end.
Suggestions such as employing men and women in separate departments or hiring only same-sex employees were not adopted, according to Lehava.

But Levy says the claims are unfounded. “It’s all lies. None of it is true,” said Levy last week. “I don’t know who these people are, and I don’t understand why their baseless claims are being publicized.”
Levy says he was never contacted by the organization, nor has he ever heard of any of his employees becoming romantically involved.
“We discourage these types of relationships.”

Da notare come da un lato il signor Levy si distanzi dai mattocchi di Lehava, ma dall’altro ci tenga anche a dire che comunque certe porcherie sono scoraggiate sul posto di lavoro.

Levy says he is opposed to intermarriage and has even provided separate employee dining areas for men and women in some of his branches. “We have a synagogue in every store, and I am more cautious of intermarriage than Lehava is,” he says. When asked what measures he would take if he heard about an instance of an impending intermarriage between two of his employees, Levy said he would speak to the hearts of both parties involved and try to persuade them against it.

Insomma, almeno e’ un moderato.

[Update, 19/10/2014]: a proposito di Lehava, leggere qui.

Da notare come ad esacerbare la questione sia il fatto che, come raccontavo qui, non e’ facile ottenere un matrimonio non religioso in Israele, in quanto se sei classificato in una religione il tuo matrimonio dev’essere officiato dalle autorita’ religiose della tua religione. Tra le grandi religioni monoteiste, solo il Cristianesimo ammette il matrimonio di un credente con un miscredente, alla sola condizione che quest’ultimo accetti di educare i figli “secondo i valori cristiani” (cosa che viene di solito interpretata abbastanza liberamente oggidi’, tipo che l’essere brave persone e’ in accordo con i valori cristiani e quindi basta non educarli a essere delle merde ed e’ ok). Per Islam e Giudaismo, un matrimonio misto implica che uno dei due si converta. (Da cui i commenti pro-Lehava dell’articolo linkato all’inizio, che fanno notare che si e’ convertita lei, a riprova della solita arroganza patriarcale araba. Va pero’ detto che, a quanto capisco, la conversione al Giudaismo e’ una roba cosi’ lunga e rognosa che alla fine richiede molta meno motivazione per un ebreo convertirsi all’Islam. [Update del 17/8/2014: questo articolo apparso oggi sembra confermare la cosa. Ma suggerisce anche da chi andare perche’ la cosa sia, sebbene non piu’ rapida, quantomeno meno sgradevole, tipo che non si debba smettere di vedere i propri amici non-ortodossi o cambiare asilo dei bimbi.])

(Fonte ignota. Trovata su http://www.ilpost.it/2014/06/08/matrimoni-israele/ ma presumibilmente veniva da altrove.)

(Fonte ignota. Trovata su http://www.ilpost.it/2014/06/08/matrimoni-israele/ ma presumibilmente veniva da altrove.)

Il numero di siti di dating per ebrei e’ sorprendente, a riprova della grande domanda per un matching che non sia solo caratteriale ma anche religioso (non so quanto la questione sia anche razziale, ufficialmente Lehava non e’ razzista ma e’ solo preoccupato per la sopravvivenza della religione giudaica che e’ cio’ che definisce il Popolo Eletto). A me piace moltissimo il logo di questo, specializzato in haredi:

Devo ammettere che hanno l'aria felice.

Devo ammettere che hanno l’aria felice.

Anche se e’ piu’ divertente questo, riservato alle mamme ebree che sanno cos’e’ meglio per la propria prole.

Ma nel settore laico della societa’ israeliana c’e’ chi e’ orgoglioso di fare scelte diverse:

4 pensieri su “Le conseguenze dell’amore.

    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Benvenuto! Sono un grande supporter del tuo blog fin da tempi non sospetti, non sai quanto mi faccia piacere la tua recensione, che e’ decisamente positiva anche se intravedo una possibile critica (certamente costruttiva) riguardo alla questione della foto.
      Purtroppo la nostra macchina fotografica non ce l’ho quasi mai con me (ho paura di perderla), il mio cellulare fa foto di merda (come gia’ menzionai), e quindi ho usato google per trovare una delle innumerevoli foto dello sticker. Stranamente, si trova facilmente sui siti anti-sionisti, ma con molta piu’ difficolta’ su quelli pro-sionisti. E ho dato credito – tramite link – al sito da cui l’ho presa, perche’ come probabilmente saprai, alcuni anti-sionisti sono brutte persone e hanno la denunzia facile! Il signore di quel sito non lo conosco (ne’ conosco il suo sito a parte il fatto che contiene quella foto) ma potrebbe pensare che voglio prendermi il merito della foto!

      Rispondi
  1. Jambya

    Una precisazione: nell’islam il matrimonio misto – musulmano maschio con donna ebrea o cristiana – è tranquillamente ammesso e non richiede la conversione all’islam della donna. Bel blog!

    Rispondi

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