La tomba e altri racconti dell’incubo.

Stamattina ho rassicurato l’ennesimo collega (sono in Belgio) che no, siamo tranquilloni, abbiamo avuto un po’ paura un mese fa ma la guerra e’ fisicamente lontana da Gerusalemme. Poi a mezzogiorno arriva la notifica da facebook, qualcuno ha postato su “Jerusalem Expat Parents” che c’e’ grande presenza della polizia all’incrocio tra via Shimon HaTzadik e la grande strada che segue il percorso della Linea Verde (il confine dell’armistizio del ’49) e separa il nostro quartiere da Mea Shearim.

In pratica 3 minuti da casa nostra.

Ho un vado ricordo che mia moglie oggi non lavora a Ramallah ma ha dei meeting a Gerusalemme, e le mando un messaggio per dirle di stare attenta.

(Mi ha poi detto che stava proprio li’ vicino e sentendo gente che urlava e vedendo decine di poliziotti che correvano aveva gia’ capito rapidamente che era il caso di cambiare strada.)

Rubo la foto al solito blogger israeliano che cito spesso e che passa spesso dal mio quartiere:

Poco dopo i giornali online israeliani hanno cominciato a dare la notizia, ma ci sono volute ore prima che ci si capisse qualcosa. In breve: secondo le ricostruzioni il guidatore di una ruspa (arabo) che lavorava in un cantiere ha cominciato ad attaccare la gente, uccidendo una persona, e ha poi ha ribaltato un bus (vuoto a parte il conducente), prima che arrivassero dei poliziotti ad abbatterlo.

L’episodio e’ interpretato come un attentato terroristico, anche se il solito giornale “centrista” che uso come riferimento (soprattutto perche’ non mette mai i suoi articoli a pagamento, a differenza di quegli accattoni di Haaretz) ha rapidamente messo online un articolo in cui dava il punto di vista di un amico di famiglia, ovvero che secondo lui era improbabile che fosse un attentato visto che il guidatore non aveva nessuna affiliazione politica nota e che “came from an affluent family without any history of attacks on Israel” (frase che mi ha ricordato questa brutta storia di qualche mese fa) e che forse aveva inizialmente perso il controllo della ruspa, per poi farsi prendere dal panico e combinare ulteriore danno. Il credito che il giornale da’ alla sua ipotesi si puo’ vedere dal titolo dell’articolo (“Source close to Jerusalem terrorist: It was an accident”).

Alcune ore dopo, un episodio inequivocabilmente terroristico e’ avvenuto a pochi km di distanza (un uomo mascherato ha sparato a un soldato vicino al Monte degli Olivi, ferendolo gravemente). Qualcuno ipotizza una matrice comune, qualcuno che il secondo sia una reazione spontanea al primo (indipendentemente dal fatto che il primo fosse terrorismo o incidente.)

Un dettaglio curioso: la vittima del primo episodio (l’uomo che e’ stato ucciso dalla ruspa prima che fosse coinvolto il bus) e’ un haredi residente di Mea Shearim, che appartiene a una piccola organizzazione di estrema destra, Atra Kadisha (cosi’ ignota da non avere nemmeno una pagina su wikipedia, per cui linko questo in mancanza di meglio).

La descrizione degli eventi iniziali:

Yossi, who lives near the construction site where Wallis was killed, said “throughout the day there was a supervisor from Atra Kadisha which oversaw the Arab worker to make sure he did not dig near grave sites. One of the neighbors saw the incident and at one point the digger’s driver hit him. (…)

Atra Kadisha (significa “Sito Sacro” in aramaico) ha come missione di proteggere le tombe da qualsiasi tipo di scavo. Sembrano avere una reputazione di estremismo e rottura di coglioni. Colpisce che tutte le notizie che ho trovato cercando Atra Kadisha su google (tutte da giornali israeliani, di diversi orientamenti politici) sono unanimemente molto poco empatiche verso questa organizzazione, con l’eccezione di quella di oggi linkata sopra che da’ in assoluto la descrizione piu’ positiva letta finora:

“Rabbi Avrohom Wallis, a 29-year-old resident of Mea Shearim in Jerusalem, was killed in a terrorist attack earlier Monday while working at a construction site for Atra Kadisha, an organization which assures graves are not disturbed during building.”

Memo to self: stare alla larga (anche) dai cantieri.

[Update, 14/8/2014]: ieri e oggi veniva consigliato di stare alla larga da un punto leggermente piu’ in basso della stessa strada, per via di una protesta di ultra-ortodossi. L’unico accenno che ho trovato online e’ questo. Sembra che ci siano sempre di mezzo delle tombe. Indaghero’ se potro’.

4 pensieri su “La tomba e altri racconti dell’incubo.

  1. Priapi

    Il buon Avrohom Wallis poteva starsene calmo su internet continuando a postare di metal, problemi di donne e foto di sciroccati, e invece…

    Rispondi
  2. Pingback: Le conseguenze dell’amore. | unfisicoagerusalemme

  3. Pingback: Effetto soglia. | unfisicoagerusalemme

  4. Pingback: L’importanza del pezzo di carta. | unfisicoagerusalemme

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...