Se Parigi avesse il deserto…

…sarebbe una piccola Gerusalemme

Ho appreso dell’esistenza di un luogo alla periferia di Parigi chiamato Piccola Gerusalemme (ci hanno fatto pure un film) tramite la radio francese alcuni giorni fa. Il giorno prima, infatti, li’ si era svolta una delle varie manifestazioni pro-palestinesi francesi degenerate in violenza. Alcuni gruppi di immigrati arabi avevano picchiato e inseguito dei contro-manifestanti ebrei costringendoli a rifugiarsi in una sinagoga (link).
La radio intervistava un residente ebreo del quartiere, che spiegava con costernazione che quel quartiere, popolato in gran misura sia da ebrei che da musulmani, era sempre stato considerato un modello di coesistenza, e per questo veniva chiamato Petite Jerusalem.
Mi ha fatto sorridere, perche’ per me Gerusalemme e’ la citta’ della coesistenza tossica, in cui la mescolanza tra ebrei e arabi e’ come acqua e olio. Quel commento mi e’ sembrato naif come le magliette “Gerusalemme citta’ della Pace” con la croce, la stella di David e la mezzaluna: l’assunzione e’ che le religioni predichino la pace (cosa che tra varie cose fanno, in effetti, ma quanto questo aspetto sia enfatizzato dipende dal momento storico), ma Gerusalemme e’ la citta’ del Conflitto, e lo e’ proprio perche’ ci sono troppe religioni.
Invece in Israele quando qualcuno vuole citarti un modello di coesistenza riuscita ti cita Haifa, citta’ bi-etnica e guarda caso laicissima (l’unico monumento religioso degno di nota ad Haifa e’ la tomba del Baha’u’llah, sacra ai 5 milioni di baha’i del mondo, quasi nessuno dei quali, peraltro, vive in Israele).
Certo, non che tutto vada sempre a meraviglia neanche li’.

god-middleeast

Buonanotte, buonanotte, fiorellino sinistro

Manifestazioni contro la guerra di Gaza avvengono in continuazione nelle principali citta’ israeliane, con ebrei di sinistra e arabi israeliani spesso uniti nella protesta. Ma ci sono anche tante manifestazioni di destra a favore della guerra, e ci sono vari casi di squadrismo contro manifestanti di sinistra (ad es.). E giusto per sconvolgere tutto cio’ che pensavo di aver capito dell’estrema destra israeliana, ecco che scopro l’esistenza degli skinhead ebrei (ad es.) e di una moda copiata para para (con appena un tocco di photoshop a differenziarla) dai neonazisti tedeschi:

goodnight-leftside

Sometimes I feel we are in a different country

Mentre noi siamo belli paciarotti alla periferia di Ginevra (io per lavoro, mia moglie per vacanza, entrambi per sbrigare anche delle faccende pratiche), il nostro padrone di casa (arabo) di Gerusalemme si preoccupa per noi:

Hi Xxx
I hope everything is alright with you and the family
Yyy

Ma come, noi siamo quasi sul punto di buttare le schede telefoniche nella spazzatura per il fastidio di continuare a sentirci dire da persone care che secondo loro non e’ il caso di tornare laggiu’, e lui che e’ laggiu’ si preoccupa di come stiamo quaggiu’?
Rispondo quindi:

Dear Yyy,
thanks a lot for your concern; we are all fine, right now in Geneva […]
Actually, *we* are constantly concerned for you and your family: is everything ok in Jerusalem? We check the awful news every day, and we understand that there have not been any rockets towards Jerusalem lately, but we just noticed a title on the Haaretz website saying that, again, mobs attacked some Palestinians in Jerusalem. How is it now? Is it dangerous for Arabs or Arab-looking people? We hope that everything is ok.
Cheers,
Xxx

(Tra l’altro, anche il nostro tassista di fiducia – anche lui arabo – riporta vari episodi di sassate contro il suo taxi e insulti contro lui e famiglia, da quando sono iniziati gli “eventi di luglio”.)

La mail successiva e’ cio’ che mi ha spinto a scrivere questo post, perche’ credo che nella sua semplicita’ sia un’eccellente descrizione di come la vita continui:

Hi Xxx
We are fine, unhappy to see what is happening in Gaza. Jerusalem is fine, there are isolated events here and there against arab boys and girls but all in all things are ok till now. As you know our neighborhood is very quiet, we hear fire crackers here and there, that’s all.
Sometimes I feel we are in a different country.
Kalandia crossing to Ramallah sees demonstration only at night, during the day people are going back and forth to work as if nothing is happening.
[…]
Do not worry about your wife and daughter being here.
Yyy

Incidentalmente, comunque, poco dopo ho letto nel bollettino di sicurezza che non sono solo gli Arab-looking ad avere qualche fastidio a Gerusalemme Est in questo particolare momento storico:

On 21 July 14, 1935 hrs, an ISF soldier reportedly assaulted and injured a UN staff member with a rifle stock in Shu’fat. Another soldier reportedly opened fire at him, though the bullet didn’t hit him.

On 22 July 14, 0800 hrs, an Israeli woman reportedly spat at a UN staff member on a UN marked vehicle on Bar Kochva Street in French Hill in East Jerusalem.

(Ed ecco come pietosamente viene ridicolizzata la mia assunzione costante, ripetuta varie volte anche su questo blog, che se mai come stranieri avessimo avuto da temere personalmente dei fastidi etnici, sarebbero probabilmente venuti da arabi che ci prendono per ebrei.)

(Incidentalmente, noto che le aggressioni arabe contro ebrei, che al nostro arrivo erano grosso modo in pari o superiori, sembrano in netto calo ultimamente. Non ho spiegazioni al riguardo, mi aspetterei che seguissero l’escalation. Cerchero’ di essere quantitativo un giorno quando avro’ il tempo di automatizzare la cosa, o in alternativa di riempire una tabellozza a mano.)

3 pensieri su “Se Parigi avesse il deserto…

  1. marcell_o

    i tuoi post sono molto interessanti e acuti e privi di fanatismo schierato
    oltretutto è “quasi” strano leggere che gli israeliani sono stronzi proprio come tutti: ci sono perfino nazi-israeliani e israeliani che manifestano insieme ai palestinesi…
    sembra che molti pensino agli israeliani come a un blocco unico di nazisti, il che – non dovrebbe essere difficile immaginarlo – è una visione un po’ ristretta
    certo il giorno che vedrò palestinesi manifestare insieme agli ebrei israeliani contro i lanci di razzi (per esempio) uscirne vivi… sarà un grande giorno per i palestinesi
    perché io penso che anche i palestinesi siano stronzi come tutti, hanno solo meno possibilità, meno scelta di essere quel che vogliono, anche solo politicamente

    Rispondi
    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Ciao marcello, ti ringrazio moltissimo!
      Infatti, nessuno dei due popoli in questione e’ monolitico. Su un piano teorico lo immaginavo gia’ prima di cominciare questa avventura, ma chiacchierare con la gente dei due lati e’ tuttora quasi sempre sorprendente per noi, per la varieta’ di opinioni e per tutte le combinazioni che si possono trovare.
      Concordo che il popolo palestinese ha un problema di democrazia, credo meno grave di quasi tutto il resto del mondo arabo ma comunque ampiamente sub-standard. A questo si aggiunge che ogni volta che una popolazione si sente la parte debole, difficilmente empatizza per la parte forte. Nel nostro piccolo, lo noto anche nel micro-conflitto Nord-Sud da noi (o lo vedo nel modo di porsi dei sudamericani verso gli USA, almeno nella retorica), in cui la parte debole tende a vedere la parte forte come, appunto, un blocco unico e malvagio, rifiutandosi di provare l’esercizio mentale di mettersi nei panni dell’altro.

      Rispondi
  2. gaston

    hai toccato un punto fondamentale,la categoria amicus /hostis è considerata da alcuni politologi la base ,il fondamento dell’ obbligazione politica.
    Bianco o nero buono o cattivo ,dentro o fuori possono essere il fondamento stesso della realtà politica ,così tutto diviene abbastanza semplice da essere accettato ,uno contro uno,non c’è bisogno d’altro….
    E’ un pensiero magico ,ne siamo consapevoli , ma quanto è potente!

    Rispondi

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