Tutto quello che sai e’ falso.

[Il titolo e’ ovviamente una citazione del grande bestseller internazionale di qualche anno fa. A scanso di equivoci: se richiesto del mio pacato parere su quel libro, rispondo che e’ indegno di essere usato per nettarsi il culo quando si fa la merda sciolta.]

Ogni volta che qualche grande evento polarizza l’opinione pubblica, i tifosi delle opposte parti in causa cominciano a forwardare, postare, twittare, etc., qualunque materiale che si suppone metta in luce la malvagita’ di una parte e la sofferenza dell’altra.
Ci sono due grandi fenomeni collettivi che mi fanno andare ai matti:

1) La maggioranza delle persone con una forte opinione non si pongono mai il problema dell’attendibilita’ delle fonti. La quasi totalita’ delle informazioni o foto farlocche si possono sgamare con pochi minuti di ricerca su google, e il mio approccio e’: se non perdi quel tempo tu prima di postare una cosa a cui sembri tenere, costringi me a perderlo perche’ l’argomento mi interessa e se mi interessa voglio essere sicuro di non ripetere a mia volta cazzate; e avendo tu perso il mio tempo invece del tuo, sei veramente uno stronzo. In alcuni casi anche la scarsa coerenza logica interna della notizia avrebbe dovuto farti scattare un campanello d’allarme prima di ritrasmetterla.

2) Nella minoranza di persone che spiccano al di sopra della massa del punto 1), ahime’, la maggioranza cade in un’altra fallacia: controllare attentamente solo cio’ che contraddice la propria convinzione sulla moralita’ di una parte. Questo tipo di persone credono sinceramente che ci sia una delle parti in causa (una che molti anni fa hanno deciso di odiare) che, senza vergogna alcuna, mette in atto una campagna di propaganda menzognera. Cosi’ come quella parte li’ non ha rispetto per la vita umana, il benessere dei bambini, il Bene e il Bello, figuriamoci se ha interesse per la Verita’.

A beneficio di questa ampia comunita’, provvedo due link che troveranno utili:

I numeri sono tutti sbagliati, secondo l’articolo linkato dall’immagine.

Ho paura che molti di voi forwarderanno solo uno di questi due link, mi auguro che qualcuno invece capisca cosa voglio dire.
Cio’ che voglio dire: che quando c’e’ un conflitto (armato o latente) la prima cosa che ci si deve aspettare e’ che le informazioni siano manipolate; che anche se ritieni che la “tua” parte sia piu’ morale dell’altra, devi aspettarti manipolazioni anche da quel lato; che forse pero’ non c’e’ assolutamente un motivo per ritenere che una parte sia piu’ morale dell’altra; che tutti i popoli in guerra si ritengono piu’ morali del proprio nemico e, quando credi quello, sovente credi anche che diventi giustificato fare gli stessi atti immorali che attribuisci all’altro (vale per l’ammazzare civili per ritorsione per l’uccisione di civili da parte dell’altro, e vale anche per il manipolare le informazioni per controbilanciare le manipolazioni dell’altro).
E questo senza nemmeno prendere in conto il fatto ancora piu’ banale che essere oggettivi e’ estremamente difficile gia’ quando si guarda alla situazione come stranieri esterni, figuriamoci quando sei parte in causa di una guerra tribale, e probabilmente una gran parte degli errori fattuali messi in giro da privati sono in assoluta buona fede. (Per cui tendo a dare ai privati il beneficio della presunzione di innocenza. Per gli errori messi in giro da entita’ statali o para-statali, invece, partirei dalla presunzione di colpevolezza.)

Chiaramente, ci sono delle asimmetrie. Cosi’ come questa guerra e’ asimmetrica, anche i mezzi di propaganda sono asimmetrici. I palestinesi usano moltissimo l’approccio bottom-up per la propaganda, in particolare reti sociali. Nuovo contenuto propagandistico appare letteralmente dal nulla e si propaga solo in accordo con le leggi della Memetica. Purtroppo cio’ che determina la fitness di un meme rispetto ai suoi competitori ha piu’ a che fare col contenuto emotivo che con la sua completezza ed esaustivita’, per non parlare dell’accuratezza. Anche gli israeliani e i loro supporter fanno un uso massiccio delle reti sociali, ma il nuovo contenuto arriva spesso da un approccio top-down: siti ufficiali dell’esercito o dello stato (che hanno verosimilmente a disposizione tra i migliori specialisti in comunicazione del paese). I memi originati dal basso esistono pure nel caso pro-israeliano, qui arguisco solo che il materiale top-bottom e’ quasi assente per i pro-palestinesi.

(Specifico quasi, perche’ qualche tentativo ovviamente esiste, ma lascia a desiderare. Per esempio anche Hamas prova a seguire l’approccio top-down, col sito ufficiale delle brigate Al Qassam. Confrontare con il blog dell’IDF, che e’ forse il confronto piu’ mele con mele che si possa fare.)

23 pensieri su “Tutto quello che sai e’ falso.

  1. Maranza

    “Cio’ che voglio dire: che quando c’e’ un conflitto (armato o latente) la prima cosa che ci si deve aspettare e’ che le informazioni siano manipolate; che anche se ritieni che la “tua” parte sia piu’ morale dell’altra, devi aspettarti manipolazioni anche da quel lato; che forse pero’ non c’e’ assolutamente un motivo per ritenere che una parte sia piu’ morale dell’altra”

    E’ verissimo, però se provi ad applicare questo criterio alla 2a guerra mondiale tendenzialmente ti becchi una denuncia per negazionismo.

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    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Abbastanza vero. Pero’ anche se e’ taboo (nonche’ perseguibile per legge in molti paesi) elaborare un po’ troppo sulle motivazioni morali di chi aderiva al nazismo, credo che in generale non ci siano troppi problemi a discutere sulle immoralita’ degli Alleati.

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      1. Maranza

        Boh, in Italia pare che la posizione ufficiale della maggioranza delle persone sia: “uno sparuto gruppo di alieni chiamati – Fascisti – ha preso il potere in Italia con la violenza, poi dopo anni e anni di lotte i Partigiani li hanno scacciati e hanno liberato la Patria*”
        Il supporto popolare dei cittadini al fascismo viene di solito ignorato o minimizzato, l’alleanza con i Tedeschi viene ignorata, le atrocità dei Russi (prima e dopo la guerra) vengono minimizzate, gli americani sono venuti qui in vacanza quando noi italiani avevamo già sistemato tutto quanto da soli.
        E’ possibile discutere dell’immoralità degli alleati solo limitatamente agli americani che buttano le atomiche sui giapponesi. Noi italiani invece non abbiamo niente da farci perdonare, è tutta colpa dei tedeschi e dei fascisti. L’invasione della Grecia è stata incruenta, una faccia una razza, li abbiamo sfidati a giocare a pallone, non è mica morto nessuno.
        E conta che sono passati 70 anni dalla fine della guerra, eh!

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  2. Maranza

    Maffa, guarda che io durante la seconda guerra mondiale non ero da nessuna parte. Non ero neanche ancora nato.
    Ti prego però di prendere atto del fatto che andare da un Palestinese e dirgli “ma guarda che magari gli israeliani non hanno proprio tutti i torti” è esattamente la stessa cosa di venire da te e dire “ma magari le informazioni sui campi di concentramento nazisti sono un po’ di parte” o di andare da un israeliano e dirgli “eh, ma magari pure Hamas ha le sue buone ragioni”.
    Un israeliano probabilmente ti risponderebbe ” la seconda intifada è finita, e avete perso. Non c’è più nessuna “altra parte”, c’è solo la nostra!”.

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  3. rossella

    Ma un nome e cognome? Scusa chi sei? Wui nessuno sta dicendo che le info nn sianobdi parte ma la Storia da Abramo ad Oggi nn la cambi.. forse devi studiare di più il Sionismo poi possiam parlare di tutto ,ma dopo!
    L’unica cosa che dico ke una cosa è contare ibrazzive lAltra contare i corpi, quale che sia la Ragione! Rifletti meglio prima di scrivere. GRAZIE. rossella raimondi .

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    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Cara Rossella, perche’ ritieni cosi’ necessario sapere il mio nome e cognome? Non darebbe maggiore forza alle mie opinioni, non sono ad esempio uno storico di professione specializzato in Sionismo. (A differenza di te, presumo, visto che mi inviti a studiarlo di piu’.)
      Preferirei che nome e cognome non fossero scritti pubblicamente su questo sito, per vari motivi tra cui il fatto che per le regole di funzionamento di google diventerebbe entro poco tempo il primo risultato (preferisco che i primi risultati della ricerca abbiano a che fare con la mia professione, non con un mio hobby.)
      Privatamente invece nessun problema, mandami una mail all’indirizzo [update: rimosso, tanto Rossella l’ha ricevuto] e ti diro’ chi sono, fornendo prove se necessario. Potremo anche discutere di Sionismo se vorrai.

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  4. Lurker di lungo corso

    L’anno in cui Israele fu lo Stato ospite del Salone del Libro di Torino, volendo colmare una mia lacuna approcciai il banchetto di un’organizzazione ebraica e chiesi a due gentili signore quale libro sul Sionismo volessero consigliarmi.
    Le due gentili signore al banchetto mi proposero un paio di volumi il cui titolo lasciava pensare a una trattazione parziale del tema (scemo io), poi cominciarono una tirata sull’antisemitismo della sinistra italiana (l’estate precedente il nostro Ministro degli Esteri aveva camminato sottobraccio a esponenti di Hamas nei Territori Occupati). Da elettore di sinistra genuinamente interessato all’argomento, ringraziai e mi allontanai in fretta.

    La scorsa estate ho visitato Gerusalemme (e Gerico, e Betlemme) da turista non-religioso (soggiornando a trecento metri da casa tua): nei tuoi post ritrovo la mia esperienza, e l’ulteriore conferma dei miei pre/post-giudizi su entrambe le parti in causa. Spero che potrai riportare l’opinione da insider di tua moglie e dei suoi colleghi sulle speranze di risoluzione del conflitto.

    Buon lavoro!

    Rispondi
    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Quando siamo arrivati, e quindi nel bel mezzo del periodo piu’ calmo che ci sia stato da anni, nonche’ nel mezzo del tentativo di Kerry di far progredire le due parti (e prendersi un Nobel), i colleghi palestinesi di mia moglie le predissero che quei colloqui di pace erano morti in partenza, e si sarebbe rimasti nello Status Quo eterno, perche’ i leader di entrambe le parti vivono abbastanza confortevolmente nella situazione attuale. (In seguito ho letto vari testi palestinesi di varia natura, dall’accademico all’autobiografico, e nessuno che si discostasse dall’immagine Fatah = Democrazia Cristiana e Arafat = Andreotti + demenza senile.)

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  5. Finrod

    per prima cosa sono un po’ stupito dal vedere un fisico… un adepto ad una hard science, dare credito a qualcosa che imho non è nemmeno soft science come la “memetica”…
    Poi… che ci sia fog of war da entrambe le parti è sicuramente vero, ma non capisco perché debba essere così difficile accettare che, magari, una delle parti in causa _davvero_ “non ha rispetto per la vita umana” etc. etc. considerato che anche dalle nostre parti, pochi decenni fa, c’era chi diceva “viva la muerte” etc. etc.
    Io non forwardo entrambi i link perché ho la pessima abitudine di analizzare quello che leggo col fallibilissimo e buggato processore che ho in mezzo alle orecchie, e se EoZ lo trovo affidabile e rigoroso, Mondoweiss tutte le volte imho ci ho trovato coacervo di vaccate (e questo articolo, purtroppo, è del livello “abituale”). E questo non perché “odio” qualcuno, anzi… io nel mondo arabo ci sto molto bene (purtroppo però accanto ai, tanti, pregi, ci sono problemi enormi), ma piuttosto perché cerco di informarmi sui fatti… o per dirla in maniera diversa: una volta agli argomenti alla “mondoweiss” ci credevo, poi ho studiato, ho scoperto che “tutto quello che sapevo era falso” e, tra le altre cose, ho smesso di votare a sinistra ;-)

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    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      La memetica e’ divertente, non e’ una scienza perche’ non e’ predittiva, ma e’ una bellissima analogia.
      Riguardo al post in questione di Mondo Weiss, sarei veramente grato se mi indicassi in cosa sbaglia.
      EoZ mi sembra rigoroso a senso unico. E’ una lettura utilissima, consigliabile e infatti in piu’ di un post l’ho consigliato, ma a volte scade in una clamorosa mala fede. Giusto un esempio che mi viene in mente adesso, ma ce ne sono innumerevoli: in piu’ occasioni ha ridicolizzato Ilan Pappe’ per una citazione di Ben Gurion (citazione che dimostrerebbe che Ben Gurion aveva pianificato la pulizia etnica di ampi territori) che, a quanto pare, non ha nessun riscontro. Per fare questo cita Benny Morris, che avrebbe denunciato l’errore del collega. Pero’ non l’ho mai visto menzionare che Benny Morris e’ uno degli storici che, come Ilan Pappe’ (ma forse con piu’ rigore?), hanno spiegato sulla base di documenti declassificati che la pulizia etnica e’ stata intenzionale e non, come dice il mito a cui credono tuttora la maggior parte degli israeliani, colpa degli arabi stessi (“i loro leader gli hanno detto di lasciare le case”). Poi quanto sia profondo il disaccordo tra i due storici lo potro’ giudicare solo quando li avro’ letti per davvero e non tramite dei riassunti.
      Tra le parti in causa consideri Hamas contro Governo Israeliano, o i due popoli? Spero sia il primo caso (il secondo caso mi farebbe pensare che credi a troppa propaganda). Nel primo caso, non c’e’ dubbio che la follia omicida di Hamas (anche verso il proprio popolo) non ha pari nella controparte israeliana nemmeno quando quest’ultima comprende i peggiori falchi. Pero’, per dire, io ho orrore, nonostante la distanza temporale, dei bombardamenti americani sulle citta’ tedesche e italiane nella seconda guerra mondiale, senza che questo voglia dire che scuso nazisti e fascisti, ne’ che io abbia empatia per Hitler o Mussolini. Perche’ dovrei astenermi dal mostrare orrore per i bombardamenti di Gaza? (Credo che ci sia qualche similitudine, anche se non assoluta.)

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      1. Finrod

        sì, a livello di battuta la memetica ci può anche stare ;-) (avevo dimenticato la faccina nel post precedente).
        Una critica veloce all’articolo del signor Nguyen, e premesso che su mondoweiss è gente che in retorica è brava: è la solita ripetizione, molto tendenziosa del mantra, ops del meme “i razzi [di Hamas] sono degli innocui petardi”, oh… scritta in modo molto sofisticato. Perché Nguyen sostiene, o meglio, insinua che Hamas et al. non tirerebbero razzi… o quasi, e che in ogni caso non farebbero vittime, se non ché ecco che out of the blue (sottotesto: perché sono malvagi, rubano la terra etc. etc.) gli israeliani si mettono a bombardare Gaza per una minaccia che lui dimostra essere inesistente, i palestinesi (sottotesto: apparentemente incapaci di azione ma solo di reazione) reagiscono come possono, e solo allora (o quasi) muore qualcuno in Israele. Per buona misura gli israeliani [sottotesto: devono pure giustificare la loro malvagità] “gonfiano” il numero dei morti.
        Però che segue direi “spassionatamente” gli eventi tra Gaza e Sderot dal ritiro del 2005 sa che il pattern è piuttosto diverso, e il loop è questo:
        – crescita di lancio di razzi / colpi di mortaio / tentativi di infiltrazione da Gaza verso Israele
        – Israele inizialmente risponde in maniera “simbolica”
        – gli attacchi continuano a crescere
        – ad un certo punto le autorità israeliane decidono per un’azione molto più decisa
        – questo inizialmente provoca un grande aumento del lancio di razzi etc.
        – dopo qualche giorno la superiorità militare israeliana diventa decisiva, ad Hamas cominciano a mancare razzi, soldatini… e si arriva ad una tregua
        – per un tot (Hamas deve riempire gli arsenali, addestrare nuovi soldatini…) calma relativa
        – si torna al punto 1
        Ovviamente nelle prime “3 fasi” i morti (e anche i danni) sono pochi (da entrambe le parti), ma Nguyen sostanzialmente sostiene che Israele dovrebbe accettare uno stillicidio continuo di razzi.
        Cosa che mi sembra una posizione perlomeno discutibile (e qui mi fermo perché non è il posto e non ho neppure voglia di fare il fisking di mondoweiss).
        EoZ: non mi sembra affatto mala fede, da quello che ne so (pure io devo ancora leggere qualcosa di più di estratti) Morris a differenza di Pappe è un vero storico, e fa affermazioni molto più sfumate (specialmente negli ultimi anni, e appunto sulla base di sempre più documenti) di quanto non sostengano quelli del “campo” anti israeliano che lo citano… e per dire, per approfondire gli eventi del ’48, un tizio che abita a Efrat mi ha consigliato di leggermi o Efraim Karsh o Benny Morris perché, a suo dire, dicono le stesse cose solo da un punto di vista l’uno più di destra e l’altro più “liberal”.
        La parte in causa è Hamas, però non sono neppure di marziani sbarcati in mezzo ad una popolazione ignara (come non erano dei marziani i fascisti da noi)

        Rispondi
        1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

          Ti ringrazio per i chiarimenti e per le ulteriori opinioni. Mi segno il nome di Efraim Karsh. (Penso che smaltiro’ la mia to-do-list di lettura in tema Terra Santa attorno al giorno della mia pensione.)

          Rispondi
  6. qdsgreek

    Ciao,
    Un libro che consiglio e’ “the iron wall” di avi shlaim. Un po’ datato pero’. Benny morris (“righteous victims”) non sono riuscito a finitlo, troppo noioso.
    Ciao
    T.

    Rispondi
      1. Finrod

        Paul Berman, l’autore di “Terror & Liberalism”, imho un grande che me lo rileggo quando comincio a pensare che la Sinistra non ha speranza… però la la sinistra di Berman è quella anni ’90, quella dell’interventismo democratico, e allora era una cosa buona e santa, poi è arrivato l’11 settembre, e la stessa dottrina l’ha adottata Bush chiamandola “esportazione della democrazia”, è arrivato il “contrordine compagni”, ma gli spiriti liberi come Berman sono rimasti (imho giustamente) dalla stessa parte, e quindi tanti, a sinistra, ora lo odiano

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