Allah t(‘)assista.

Vacanze pasquali all’insegna del deserto, tra Negev, Arava e una breve puntatina in Giordania per visitare Petra e Aqaba. Seguiranno altri post basati su questa vacanza. Il primo, questo, e’ dedicato ai tassisti del Regno Hascemita di Giordania.

taxidriver

Passare la frontiera Eilat-Aqaba con l’auto e’ molto complicato, per cui l’abbiamo lasciata in un parcheggio ad Eilat [1] e per muoverci in Giordania ci siamo affidati ai taxi [2].
Prima di partire abbiamo fatto qualche ricerca sui taxi giordani dalla frontiera:

There is an evil little man who runs the taxi mafia at the border. He will try to take you for all you’re worth. He reigns over the green taxis. The cab drivers are all terrified of him (…)
So now you know. There is an evil Jordanian taxi mafioso at the Israeli/Jordanian border crossing at Aqaba. Be firm. Stay calm. Act like you know what you’re doing. Don’t anger him. Because the city center is probably a good five mile walk.
(Fonte)

“Don’t look at the sign, look into my eyes”, the man barked at us as we crossed the border from Israel into Jordan and reviewed the government posted taxi prices. His demeanor screamed “Alpha Male” as his confident tone let us know we’d be following his instructions. My previous research prepared us for our encounter with the “taxi mafia”, but it was much more tense in real life.
(Fonte)

Toni simili si trovano anche in vari forum di viaggio.
Arrivati quindi dall’altro lato della frontiera, con i nostri zaini e il seggiolino auto della bimba, eravamo preparati a cose terribili, spaventose. Ed ecco che finalmente ci troviamo davanti al Piccolo Uomo Cattivo col suo cappello, circondato dallo sciame di tassisti.
“Quanto costa per Aqaba centro?”, chiedo, cortesemente.
“15 dinari giordani.”
“Facciamo 15 dollari?” [Al tasso attuale, 10 dinari corrispondono a 14 dollari, e 15 dollari sono circa 11 dinari.]
“No, ti ho detto 15 dinari giordani.”
“Mi sembra un po’ troppo, li’ sul cartello diceva 10.”
“Il cartello all’interno? Non e’ aggiornato! Ora sono 15 dinari!”
“Come non e’ aggiornato? Ma figuriamoci!”
“Non ci credi? Vieni con me che ti faccio vedere il cartello giusto, con i prezzi aggiornati!”
Mi fa vedere un altro cartello, con aria trionfante. C’e’ una specie di pezza rettangolare sopra il prezzo precedente, e questa pezza dice 11 dinari.
“Hai visto? L’altro cartello era sbagliato!”
“Uhmmmmmm… Vabbe’, comunque neanche questo dice 15…”
“Fa 15 dollari!”
“Ma era quello che… Ok, vabbe’, affare fatto, 15 dollari.”
Fa la faccia soddisfatta, incongruamente, e chiama uno dei tassisti.
(Un argomento che ripetera’ spesso e’ che solo lui puo’ parlare ai tassisti, perche’ i tassisti non sanno l’inglese.)
Metto i bagagli nel bagagliaio mentre mia moglie si accinge a installare il seggiolino. Ma non ci riesce, perche’ manca l’attacco della cintura di sicurezza. Alle nostre proteste, sia l’autista che il Piccolo Uomo Cattivo suggeriscono di prendere la bimba in braccio come fanno tutti, ma non hanno fatto i conti con la nostra Educazione alla Sicurezza occidentale. Per cui insistiamo che vogliamo una macchina in cui sia possibile attaccare il seggiolino, il che poi non e’ una gran richiesta visto che l’unico requirement e’ di avere le cinture di sicurezza e poterle attaccare. [3]
Ma ci viene risposto che in Giordania le macchine sono tutte cosi’ e ci dobbiamo adattare.

Un consiglio che viene dato regolarmente nei forum di viaggio in cui si discute della Mafia dei Taxi di Aqaba e’, in caso di stallo nella negoziazione, di andare a chiedere aiuto alla guardia di frontiera. E cosi’ facciamo, spiegandogli che l’omino ci ha detto che in Giordania le macchine non hanno gli attacchi delle cinture ma che siamo scettici e vorremmo un secondo parere. Nel frattempo l’omino ci ha seguito, con l’aria arrabbiata, e lui e la guardia sono faccia a faccia. La guardia gli dice qualcosa in arabo con tono severo e lui risponde animatamente ma sulla difensiva. E alla fine del loro breve dialogo, affabile, l’omino ci dice “Ho una buona notizia! Nel frattempo si e’ liberata un’altra macchina dove potete attaccare il seggiolino!”
Conclusione: avere a che fare col Piccolo Uomo Cattivo di Aqaba non e’ poi stato cosi’ terribile.

Il seguito della giornata e’ poi stato abbastanza divertente, col tassista che si e’ rivelato un simpaticone. Inizialmente avevamo concordato, come detto sopra, che ci portasse fino ad Aqaba, ma nonostante le sue iniziali rimostranze (perche’ andava contro le regole di stretta separazione territoriale) ha accettato di portarci fino a Petra.
Omaccione barbuto e con la voce tonante, per divertire nostra figlia faceva frequentemente il buffone, poi ha avuto l’intuizione di accendere la radio per farle ascoltare, molto forte, della musica elettronica in salsa araba (e le e’ piaciuta). Musica che e’ stata la colonna sonora di due ore di viaggio attraverso paesaggi desertici surreali e bellissimi (gli stessi che furono traversati in lungo e in largo da Lawrence d’Arabia – che pago’ a caro prezzo il suo eroismo), fino a quando si e’ reso conto che era arrivata l’ora della preghiera ed ha messo su una stazione radio salmodiante e pallosissima, che ha ascoltato con serissimo silenzio. Guidava come una bestia (vedi nota [3]) ma la sua gentilezza levantina era spiccatissima: voleva offrirmi una sigaretta a tutti i costi, ha persino accettato di non fumare su nostra richiesta (faceva fatica a capire perche’ non andasse bene nemmeno col finestrino aperto, ma alla fine ha accettato), e a un certo punto si e’ accorto che tenevo in mano da qualche minuto un sacchetto di roba da buttare (bucce di mandarino e pacchetto di crackers) e mi ha fatto cenno di dare a lui. Pensavo che volesse metterlo da qualche parte in macchina e invece no, apre il finestrino e sweeeesh la mia spazzatura gioca nel vento tra le dune. Non ho osato dirgli nulla, basito non tanto dal fatto che mancasse di sensibilita’ ecologica [4] ma dal chiedermi come mai non pensasse che avrei potuto buttarla anch’io allo stesso modo se avessi voluto.

Anche lui come tutti i tassisti con cui avremmo poi avuto a che fare nei giorni successivi ha compensato questa simpatia con una enorme sgradevolezza al termine del tragitto. Tutti infatti sono stati delle piaghe al momento di riscuotere (volevano, con vari pretesti, piu’ di quanto si era concordato all’inizio), in cui contestualmente volevano anche la promessa che il prossimo viaggio l’avremmo fatto con loro. La nostra strategia iniziale era di dire “hmmmmm ci pensiamo su e poi in caso ti chiamiamo”, e non si e’ rivelata una buona strategia. Uno dei nostri successivi tassisti (il migliore di tutti, e l’unico che abbiamo effettivamente richiamato piu’ volte) e’ stato severamente redarguito post-facto perche’ aveva accettato noi come passeggeri, dopo che avevamo “promesso” (in realta’ no) di richiamare quello della sera precedente, e al nostro secondo viaggio con lui ci ha chiesto conto e ragione del nostro comportamento poco etico.
In generale sembra che i tassisti giordani si comportino come un unico grande alveare, e ci chiediamo cosa succeda a chi sgarra (come il primo, che ci aveva portato fino a Petra pur non potendo – il tassista successivo infatti quando l’ha saputo da noi ce l’ha disapprovato molto forte).

[1] Sarebbe molto piu’ logico, venendo da Gerusalemme, attraversare il ponte Allenby / King Hussein nei pressi di Gerico, ma presenta alcune complicazioni derivanti dal trovarsi, sul lato “israeliano”, nei Territori Occupati. Ha orari piu’ ristretti, talvolta viene chiuso perche’ ci sono problemi (del tipo di questo), e a differenza del varco di Eilat-Aqaba non e’ possibile avere il visto giordano li’ stesso, ma bisogna procurarselo prima.

[2] Col senno di poi, avremmo dovuto affittare un’auto. Ci sarebbe costato molto di piu’ ma ci saremmo risparmiati di dovere ogni volta litigare con i tassisti, cambiare auto a tutti i passaggi di regione (i tassisti della regione di Aqaba non sono autorizzati per la regione di Petra, il che e’ abbastanza peculiare dato che la maggior parte dei turisti per Petra vengono dalla frontiera di Aqaba), e ogni volta dover reinstallare e deinstallare quel cazzo di seggiolino auto (che per giunta, essendo vecchio – quello buono l’abbiamo lasciato in Europa – non e’ allo stato dell’arte in termini di comodita’ di installazione).

[3] Ovviamente la tentazione l’abbiamo avuta, di lasciar perdere e tenere la bimba in braccio. (Piu’ che per motivi di sicurezza, devo dire, l’opzione ci rompeva le scatole perche’ ci sembrava difficile convincere la bimba a stare buona senza esplorare dappertutto, se non legata al seggiolino, durante un tragitto di piu’ di due ore.)
Ma successivamente, vedendo come guidava il tassista, ci siamo convinti che la nostra insistenza non era stata affatto esagerata. A un certo punto abbiamo mancato per un pelo un urto frontale ad alta velocita’, mentre tagliava una curva, al punto che pure il tassista si e’ cacato sotto.

[4] La sensibilita’ ecologica e’ molto scarsa pure tra i palestinesi, che lasciano accumulare l’immondizia in qualunque spazio verde, e sorprendentemente anche tra gli israeliani. La vista di gente che lancia tranquillamente la sporcizia sul marciapiede e’ comune sia a Beit Hanina che a Mea Shearim, e i supermercati di entrambe le tribu’ sono generose nel regalarti sacchi di plastica come da noi non capita da 20-30 anni.

6 pensieri su “Allah t(‘)assista.

  1. Pingback: Un universo parallelo in Medio Oriente. | unfisicoagerusalemme

  2. Emanuele

    Ciao! Complimenti per l’articolo, ben scritto. Ti scrivo qui perché non trovo il tuo indirizzo mail: verrò in Israele nella settimana di Pesach, starò ad Arad (con macchina a noleggio) fino a domenica e lunedì vorrei andare a visitare Petra per poi trascorrere 3gg al mare (Eilat o Aqaba?); saresti così gentile da consigliarmi come fare? C’è un guazzabuglio di teorie diverse, tu mi sei sembrato sul pezzo :)
    Molte Grazie, davvero. Emanuele

    Rispondi
    1. unfisicoagerusalemme Autore articolo

      Ciao, scusa il ritardo nella risposta! Per quanto ricordo, Eilat offre di piu’ al turista (in particolare c’e’ un magnifico acquario) ma Aqaba e’ molto piu’ economica. Noi abbiamo visitato entrambe. Da tenere conto che io personalmente non amo molto il mare… Cosa intendi con “consigliare come fare”? Ad attraversare la frontiera?

      Rispondi
      1. Emanuele

        Esatto! Partendo da Arad, e pensando di trascorrere 4gg tra Petra e mare, mi stavo chiedendo come pianificare il viaggio. Ideale (fattibile?) sarebbe partire da Arad, visitare Petra e arrivare al mare in serata…
        Grazie in anticipo, sei molto gentile! 😊 Emanuele

        Rispondi
          1. Emanuele

            Tutto bene, Grazie! Abbiamo trovato on-line guide interessanti, e fatto una telefonata al console. L’unica via è attraversare a Eilat; con l’occasione abbiamo trascorso qualche giorno ad Aqaba.
            Buona giornata
            Emanuele

            Rispondi

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