Biglietti riciclati.

Spesso io e mia moglie notiamo somiglianze culturali tra i palestinesi e i meridionali.
Di solito io ad avvertirla “non dirgli questo, lo offenderesti a morte”, o a capire (o credere di capire) quali sono i sottintesi che l’interlocutore arabo non troverebbe elegante dire esplicitamente ma che sono presenti tra le righe.
Una divertente somiglianza l’ho scoperta un giorno prendendo il tram (l’unica linea di tram di Gerusalemme, che attraversa sia l’Est che l’Ovest, caso unico di trasporto pubblico che serva entrambe le meta’). Ero alla fermata di Beit Hanina e mi accingevo a fare il biglietto al distributore, e una ragazza araba mi ha detto qualcosa in una delle due lingue locali (non so distinguerle ancora) porgendomi il suo biglietto. Mi sono scusato in inglese perche’ non capivo, e mi ha spiegato che era ancora valido per mezz’ora e non le serviva piu’. Pochi minuti dopo vedevo la stessa scena ripetersi con un anziano signore a cui il biglietto veniva offerto da un altro ragazzo arabo, a dimostrazione che la cosa non era inconsueta.
Questa stessa scena l’avevo vista finora solo nella mia citta’ d’origine [1], e in generale questo tipo di solidarieta’ spontanea tra sconosciuti, a detrimento della Collettivita’, e’ una feature culturale che conosco e usualmente critico. Mi chiedo se nel caso dei palestinesi si tratti dello stesso principio culturale (io non ne ho un danno, lo sconosciuto in carne e ossa davanti a me ne ha un vantaggio, chi ne ha un danno e’ la Societa’ ma essa e’ un ente immateriale) o se abbia a che fare col fatto che l’azienda che gestisce il tram appartiene all’odiato occupante.
Pero’… Di solito la gente, dal mio aspetto, presume che io sia un ebreo laico. Mi piace pensare che lo credesse e mi volesse offrire il suo biglietto lo stesso.

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(Notare l’assenza di connessioni alle fermate arabe tra Al-Sahel e Beit Hanina. Quelle successive si trovano in una colonia ebraica.)

[1] Questo post e’ stato scritto viaggiando da Ginevra a Napoli, e appena arrivato a Napoli, la stessa logica e’ stata applicata dal tassista che ha portato me e due colleghi all’albergo: avendo bisogno due di noi della ricevuta per il rimborso, ha fatto a entrambi una ricevuta per il totale del costo. Io ero a disagio, il collega olandese invece ha apprezzato.

2 pensieri su “Biglietti riciclati.

  1. Pingback: Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello. | unfisicoagerusalemme

  2. unfisicoagerusalemme Autore articolo

    Mi auto-commento dopo i giorni della rivolta:
    https://unfisicoagerusalemme.wordpress.com/tag/rivolta/
    Questo articolo spiega le motivazioni psicologiche dietro il vandalismo delle stazioni del tram:
    http://opendemocracy.net/arab-awakening/hanna-baumann/heavy-presence-of-jerusalem-light-rail-why-palestinian-protesters-attac
    Eppure, lo trovo estremamente triste, oltre che demenzialmente autolesionista. Per quanto si possa essere frustrati dalle motivazioni coloniali delle infrastrutture, le stesse infrastrutture migliorano la vita (soprattutto di chi vive peggio) e danno l’opportunita’ alle due parti di conoscersi nel quotidiano.

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