Frontiere.

Sorprendentemente, non esiste nessuna frontiera tra Gerusalemme Ovest e Gerusalemme Est. Prima di arrivare gia’ sapevamo che gli israeliani ebrei non amano andare a est, perche’ hanno paura [1]. Solo il tram attraversa entrambe [2], altrimenti esistono due sistemi di trasporto urbano indipendenti. A Est la spazzatura non viene raccolta dagli spazzini ebrei, nonostante la stessa identica tassa municipale debba essere pagata dagli appartamenti di entrambi i lati. La spazzatura, a Est, la raccoglie l’ONU. (Si’, l’ONU.)
Uno si immaginerebbe dei check point al passaggio tra le due meta’, e una barriera fisica. La barriera fisica  (il Muro) effettivamente esiste, con degli incasinatissimi check-point, ma separa Gerusalemme Est dal resto dei Territori Palestinesi Occupati. Ci si passa accanto spesso, e a vederla non sembra cosi’ spaventosa, e’ alta e con tanto filo spinato sopra ma sembra sottile, ho l’impressione che sia piu’ sottile del Muro di Berlino (a giudicare da quel che resta di quest’ultimo). Se uno non sa cos’e’, vista da vicino sembra semplicemente il perimetro di un carcere o di una zona militare. In effetti si puo’ dire che sia entrambe le cose [3].

Tutti sanno che Gerusalemme Ovest e’ la parte ebraica e Gerusalemme Est la parte araba della citta’. Ma e’ piu’ complicato di cosi’.
Fino al 1948 c’erano quartieri arabi anche a Ovest e quartieri ebraici anche ad Est (e comunque vari quartieri, se non tutti, erano in realta’ piuttosto misti). Nel corso della Prima Guerra Arabo-Israeliana (1948-49) i quartieri che si ritrovavano ad essere isolati venivano evacuati se difficili da difendere, o viceversa usati come cuneo nel territorio nemico. Sebbene quella guerra si sia conclusa con una sonante vittoria israeliana, garantendo l’esistenza del nuovo stato, la perdita della Citta’ Vecchia (rimasta a Est) [4] fu vissuta da parte israeliana come una tragedia.
Gerusalemme Est fu conquistata da Israele nel 1967, nel corso della Guerra dei Sei Giorni. Da allora, varie zone dell’Est sono state colonizzate da ebrei, talvolta costruendo interi nuovi quartieri, talvolta espropriando l’esistente. (Del problema degli espropri parlero’ certamente molto spesso in questo blog; non si puo’ vivere in Israele o nei Territori Occupati senza scontrarsi con le mille conseguenze pratiche di questo enorme problema politico.)
Quindi a Est ci sono molte zone interamente ebraiche (vedi nota [a]), e tendono ad aumentare.

Una cosa interessante del Muro e’ che non segue la “green line” che dovrebbe costituire la frontiera tra Israele propriamente detto e i Territori Occupati:

La risposta israeliana al perche’ le due linee non coincidono e’ che la ragion d’essere del Muro e’ di costituire una difesa, non una frontiera.
Si sentono racconti di contadini che si sono visti il campo attraversato dal Muro e per andare a coltivare parte del loro terreno devono fare molti km (e molta coda) al piu’ vicino check-point. E racconti di palestinesi abitanti gli interstizi tra la linea verde e il Muro che devono richiedere un permesso di passaggio in qualunque direzione vogliano spostarsi dal loro angusto angolino.

[1] Per esempio, c’e’ voluta una telefonata del capo di mia moglie per convincere la compagnia di spedizioni a fare arrivare le nostre casse al suo domicilio (noi non avevamo ancora un alloggio di lunga durata, e sub-affittavamo un monolocale nello stesso “compound”), a Gerusalemme Est. E questo nonostante si tratti di una piccola proprieta’ palestinese abitata in maggioranza da gente dell’ONU e totalmente circondata da quartieri ebraici (compreso un quartiere ultra-ortodosso.) [a]
Quando sono arrivati a portare le casse, sembravano avere molta fretta.

[2] Un paio di volte, andando all’asilo di Gaia col tram, ho notato dei giovanotti ebrei [b] dall’aria truce, con su una specie di divisa dall’aspetto vagamente poliziesco e una scritta in ebraico sulla giacca, e talvolta un auricolare visibile, salire sul tram e percorrerlo da cima a fondo, scrutando tutti i passeggeri con aria ostile. Suppongo che si tratti di qualche servizio di sicurezza, probabilmente la scritta sulla giacca lo specifica, ma io non leggo l’ebraico (ne’, l’arabo, se e’ per questo; la maggior parte delle scritte ufficiali sono trilingui, con ebraico arabo e inglese, ma per esempio le macchine della polizia hanno le scritte solo in ebraico).

[3] Un nostro amico abita accanto al Muro e proprio vicino a casa sua c’e’ un varco nel filo spinato, da tempo. Bizzarro che sia passato inosservato alle guardie israeliane per cosi’ tanto tempo. Una sera, il nostro amico ha visto alcune persone spuntare attraverso il varco. Passa il primo, passa il secondo, poi arriva il terzo che e’ vestito di tutto punto con la cravatta e una ventiquattr’ore.

[4] La Citta’ Vecchia e’ divisa in quattro parti, quartiere ebraico, quartiere islamico, quartiere cristiano, quartiere armeno. Siamo arrivati da 11 giorni e ancora non abbiamo messo il naso nella Citta’ Vecchia, avendo passato la maggior parte del tempo a cercare una sistemazione stabile e un asilo. E quando finalmente abbiamo avuto del tempo libero, e’ iniziato il maltempo.

[a] Incidentalmente, il padrone di casa possedeva molta terra attorno a casa sua (quando qui era tutta campagna), che gli e’ stata espropriata dopo la guerra dei 6 giorni.

[b] Casi in cui uno e’ certo di avere a che fare con un ebreo:
– e’ vestito come un ebreo ortodosso
– porta la kippah (richiede un livello di religiosita’ molto minore rispetto agli ortodossi, i quali comunque portano ampi cappelli)
– non assomiglia per niente a un arabo (per esempio e’ biondo o ha la pelle molto chiara)
– assomiglia a un etiope
Invece l’avere l’aspetto di un arabo non e’ affatto garanzia di essere arabo, perche’ molti ebrei hanno un aspetto marcatamente mediorientale. Suppongo che siano discendenti di quelli che erano gia’ qua prima delle aliyah (ritorni dalla diaspora) moderne, o quelli che hanno fatto l’aliyah da un altro paese mediorientale o nord-africano.
Visto che in generale (e soprattutto di venerdi’) avere l’aspetto arabo e’ garanzia che prima o poi la polizia ti fermi, suppongo che anche i piu’ laici degli ebrei dall’aspetto arabo abbiano un certo incentivo a indossare la kippah o altri segni di distinzione.

2 pensieri su “Frontiere.

  1. Maffa

    [2] probabilmente si trattava di poliziotti/soldati dello MAGAV, una unità speciale della gendarmeria israeliana depuata a polizia di frontiera/controllo dei territori occupati. Funzionano più come polizia militare di truppe di occupazione che non come polizia frontaliera.

    Rispondi
  2. unfisicoagerusalemme Autore articolo

    Grazie per la dritta! Avrebbe perfettamente senso, infatti. Li vedo salire/scendere alla frontiera tra Ovest ed Est.
    Off topic: vedo che wordpress mi chiede di approvare i commenti prima che siano visibili, tu o qualche altro lettore sapete come si fa per accettare di default tutti i commenti? (Sono un blogger ddemocratico. Al massimo cancellerei i messaggi di spam, anzi forse nemmeno quelli perche’ possono dare un tocco di colore.)

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...